Gli Araputo Zen: da Napoli a tutto il mondo con Majacosajusta

Di questi tempi viaggiare è un lusso. Con il loro nuovo album gli Araputo Zen ti prendono e ti portano via. In una casa che trema dalle urla dei suoi abitanti, che sia per i litigi, che sia per le risate. Ti portano sulla vetta di una montagna ricoperta di neve; in cella, a guardare le ore farsi condanna; ti lasciano sulle strade di Napoli, tra la folla, i richiami, con la sicurezza di stare nel posto giusto, quello che ricordavi perfettamente, e poi, per finire o per cominciare daccapo, ti scaraventano sulle onde del Mar Mediterraneo a lasciarti trascinare. Lì ti fanno annusare il mare, e ti fanno sentire i gabbiani e le sirene cantare.

Gli Araputo Zen sanno portarci altrove. E quell’altrove è il luogo della nostra memoria, la casa in cui siamo nati, e allo stesso tempo il posto più amato dalla nostra immaginazione, dove avremmo potuto esistere.

Con Majacosajusta, il nuovo appassionante lavoro prodotto da NoWords, gli Araputo Zen fanno della musica acustica, infettata dalle sue meravigliose varianti etniche e fusion, un film straordinario tutto da vivere.

Tra pizzichi di jazz, carezze di world music e lezioni acuminate di progressive, il quintetto di origini napoletane c’insegna allo stesso tempo l’erudizione delle radici e l’originalità dell’innovazione sonora in soli sette brani

Il gruppo, già conosciuto per il primo sperimentale album Hydrontum, sono fatti di mani, quelle di Dario De Luca e Valerio Middione alle chitarre, di Alfredo Pumilia al violino, di Bruno Belardi al contrabbasso e di Pasquale Benincasa alla batteria, alle percussioni e al vibrafono. 

Nella condensazione dell’anima acustica si innescano suoni elettronici che sfruttano la possibilità di sposare quante più sembianze possibili. E così che Drummond nel vento diventa la camminata sull’acqua col respiro di un pesce, la tenebrosa milonga Makipegua si trasforma nel luogo della nostra memoria più cara, l’eccentrica e popolare Venerdì mattina si fa una passeggiata percorsa in una manciata di secondi dopo la quale ti senti gli occhi pieni dei passi della gente e della musica che inavvertitamente sa creare.

Vefio è una danza nel punto del mondo che sembrava fatto apposta per noi ma che non abbiamo mai avuto il coraggio di vivere. Algheritmi è l’estensione di un corpo fragile che si trasforma in eroe, (In)Sanità è la popolarità di un gesto scontato ma di puro amore. E per finire l’ultimo brano, che dà il titolo all’intero lavoro, Majacosajusta, il jazz, il ritmo, l’armonia, le marce trionfali, è l’ultimo atto di una pellicola che ha fatto vedere il meglio di una vera scrittura musicale d’autore.


Majacusajusta Tracklist: 

  1. Drummond nel vento  
  2. Makipegua  
  3. Venerdì mattina  
  4. Vefio
  5. Algheritmi  
  6. (In)Sanità  
  7. Majacosajusta

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