Virus, letali vitali virus

Il virus, dal latino vīrus: veleno, è un agente parassita. Unici nel loro genere, i virus non sono cellule viventi, perché vivono solo di ciò di cui si nutrono, opponendo resistenza al corso naturale delle cose, altre volte volte virandolo in altro modo, anche letale, altre potenziandolo e rafforzandolo favorendone la sopravvivenza. 

Circa 150 milioni di anni fa, alcuni virus si annidarono nei mammiferi che popolavano la terra e in essi lasciarono geni straordinari e portentosi indispensabili per il progresso evolutivo delle specie. Alcuni di questi “nemici” furono così amici da garantirci la placenta, senza la quale non ci sarebbe gravidanza per noi mammiferi, non ci sarebbe alcuna vita. 

Gli esserli umani e tutti i mammiferi che hanno placenta possono spostarsi con i propri figli in grembo, difendendoli dai predatori fino a che non si sarà compiuta la resistenza delle difese dei più piccoli. A quel punto saranno in grado, se lo saranno, di lottare contro gli agenti esterni e interni che minacciano la sua esistenza. 

Miliardi di anni fa la vita sulla Terra si distinse in tre rami di un unico grande albero, conosciuto come l’Albero della vita: il primo ramo era di Archea, fatto di organismi unicellulari che condividono alcune caratteristiche con eucarioti e batteri, diffondendosi in ambienti anche estremi, Bacteria, il secondo ramo, è la casata di organismi unicellulari privi del nucleo organizzato come negli eucarioti e il terzo, ma non ultimo, Eukarya, dove convivono quasi pacificamente organismi unicellulari e pluricellulari (noi, ad esempio) con cellule dotate di un nucleo multiorganizzato. Noi, eucarioti, periamo, viviamo e sopravviviamo grazie ai virus, il quarto ramo dell’albero della vita, che condividono caratteristiche primordiali con gli antenati cellulari. 

L’albero della Vita

Se i virus non esistessero, e non fossero mai esistiti, Freddy Mercury non si sarebbe mai ammalato di AIDS, e probabilmente sarebbe ancora tra noi. Se i virus non esistessero, e non fossero mai esistiti, Mercury non sarebbe mai neppure nato. Non sarebbe nata molta vita sulla Terra o si sarebbe evoluta in maniera diversa in mancanza di alcuni straordinari virus

Coronavirus

L’attuale pandemia dovuta al virus SARSCoV2 ha fatto realizzare davanti a nostri occhi un quadro devastante fatto di continui restringimenti e paura di perderci e di perdere le persone a noi più care. È un virus, ormai lo conosciamo, che si trasmette per via aerea tramite le goccioline respiratorie. Colpisce gli organi del tratto respiratorio superiori e inferiori anche se i suoi sintomi sono rilevabili in tutti gli organi e gli apparati. Con un’evidente accelerazione sul tasso di mortalità registrata al 12% in Europa a fine settembre di quest’anno, il coronavirus può manifestarsi in modo del tutto asintomatico oppure comportare gravi complicazioni soprattutto a livello respiratorio. 

Virus Ebola

Un altro virus flagello da pandemia globale è l’Ebola che provoca una dolorosa febbre emorragica negli esseri umani e in altri primati. Per la prima volta rilevata in Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo, l’ebolavirus è ancora particolarmente letale nelle zone dell’Africa Occidentale e centrale e se ne identificano sei diverse specie. Il primo paziente, o paziente zero, fu Mabalo Lokela, maestro. Aveva 44 anni, viveva in Congo, e inizialmente gli fu diagnosticato il male della malaria. Dopo aver confutato questa ipotesi, dopo l’inefficacia del trattamento a base di chinino, furono contagiati centinaia di pazienti probabilmente attraverso l’utilizzo di aghi e di materiale sanitario non sterilizzato. 

Virus HIV

Il virus dell’HIV si trasmette in modo orizzontale, tramite rapporti sessuali o trasfusioni di sangue infetto o l’utilizzo di aghi ipodermici, e in modo verticale, tra madre e figlio durante la gestazione, il parto e l’allattamento. Considerata tutt’oggi come una delle più importanti pandemie del vecchio e nuovo millennio, per l’OMS ci sono quasi 34 milioni di persone nel mondo a essere contagiate da questo virus, mentre i decessi si attestano a circa due milioni l’anno. identificato circa trentotto anni fa dal Centers for Disease Control and Prevention ad opera degli scienziati Robert Gallo e Luc Montagnier.

Per quanto nel corso degli ultimi decenni la comunità scientifica abbia saputo rispondere a questa malattia con trattamenti che possono rallentarne il corso, o addirittura arrestarla non esiste cura o vaccino contro il virus dell’HIV. La prevenzione rimane l’obiettivo principe per contenere e controllare il suo andamento su scala globale. La regione più colpita è l’Africa subsahariana, mentre il Sudafrica ha la più alta concentrazione di pazienti affetti da HIV.

Freddy Mercury

Di complicazioni da HIV è morto nel 1991 Freddy Mercury, cantante e performer della band inglese Queen. Aveva compiuto da poco 45 anni e subì gli ultimi traumi legati all’Aids a causa di una broncopolmonite aggravata che gli fu fatale. 

Paul-Michel Foucault

Anche il filosofo Paul-Michel Foucault divenne un’altra celebre vittima del virus dell’HIV. In opposizione alla trascendente e aprioristica forma di kantiana memoria, secondo il filosofo francese il fatto esiste attraverso «processi di pratica storica» anziché a una donazione originaria fondata su un soggetto trascendentale. Il controllo e i sistemi di sorveglianza tramite le istituzioni totali diventano il suo campo di battaglia più prolifico. Anche la sessualità e la cura di sé sono argomenti importanti per i saggi di Foucault a cui dedica molta attenzione. «Il sesso non è una fatalità; è possibilità di una vita creativa». Fu proprio quella creatività, o forse solo l’amore, a spingerlo verso la malattia, a farsi trasmettere il virus dell’HIV che nel 1984 era la cosa più letale in circolazione, insieme a malaria e altre influenze asiatiche. 

Giovanni Forti sulla copertina de L’Espresso

«Sono stato diagnosticato sieropositivo nell’aprile del 1987 anche se ritengo di essermi contagiato nell’estate del 1981 durante una settimana di sfrenatezza nelle saune di San Francisco». Chi scrive queste parole, poche ore prima di morire, è Giovanni Forti un noto giornalista italiano di origini ebraiche tra i più ferventi promotori del neonato movimento di liberazione omosessuale. 

I virus si ammansiscono. Vivono nel nostro corpo e interagiscono attivamente con il nostro materiale genetico, evolvendolo in taluni casi. Tanti nostri geni hanno origine virale. E per quanto si scorrano informazioni contrarie, specie sul web, prive di fonti autorevoli, non sono i vaccini a modificare il nostro genoma, ma i microrganismi che ci abitano e con cui impariamo a convivere.

Su Pop Science la ricercatrice Cynthia Matthews ha spiegato cosa sono i virus batteriofagi: ceppi virali in grado di annientare – come i più efficaci antibiotici, ma senza le controindicazioni farmaceutiche – batteri nocivi per il nostro organismo. Come a dire che non tutti i mali vengono per nuocere e che non tutti i veleni (virus) sono poi così letali. 

[Redazione]

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