I racconti di Amanti, santi e naviganti nel nuovo album di Antonio Smiriglia

Antonio Smiriglia cerca da sempre la sua musica nel mondo. Prende a raccontare le sue storie e le dipinge di toni sincretici e variopinti anche con il suo ultimo album Amanti, santi e naviganti.

Tra i più attivi esponenti della musica popolare d’autore siciliana Smiriglia parte dalle origini, da territori di confine fatti di terra e mare e procede distribuendo petali di jazz, prog e world music, figlia della più pura contaminazione, un po’ ovunque tra strofe e ritornelli dei suoi brani. 

La sua voce è un canto vibrato ricco anche di fraseggi strumentali e carico di una tradizione che dall’isola incanta fino alla terraferma. Ma per rendere quest’opera aggiornata, contemporanea, Smiriglia ci aggiunge panorami sonici che contemplano un’antropologia geneticamente modificata, fatta di vita d’oggi e nuove esigenze sociali dettate più che mai dalla speranza.

Antonio Smiriglia

«L’intento – spiega il musicista originario di Galati Mamertino nel messinese – alla fine della stesura di questo prodotto musicale, rimane quello di non privarlo del legame indissolubile con le proprie tradizioni e con la propria terra, tentando, anzi, di rivitalizzarle, riattualizzandole e arricchendole di stratificazione di tutte quelle esperienze che ci conducono inesorabilmente alla contemporaneità». 

La storia in musica del qui e ora

Non solo storie raccontate, ma anche vita trascorsa ogni giorno di oggi, insieme, in questo tempo, di fontane che abbeverano gli assetati, di passeggiate di barconi carichi di gente che in realtà sono richieste d’aiuto e di accoglienza. La storia sì, ma qui e ora. Di una Sicilia – di tutto un sud – che cambia come un sole che sorge, e un sole che muore. Coi suoi figli e la sua musica gialla, verde e rossa, con le processioni e i calvari, con gli amanti, i sospiri e le passioni che sconvolgono i pudori di chi non sa viverli più.

Amanti, Santi e Naviganti è registrato negli studi di Giuseppe Faranda Brolo e edito in coedizione da Aventino Music Open- soundmusic, Amanti, santi e naviganti è interamente scritto da Antonio Smiriglia (che si destreggia fra voce e chitarra acustica), coadiuvato da Fabio Sodano (anche flauto traverso, ottavino flauto, di canna, sax soprano, xaphoon) e Tonino Lazzaro (alla fisarmonica) agli arrangiamenti. Chiudono il cerchio i musicisti Sebastiano Montagna (chitarra classica), Socrate Verona (bouzouki, violino), Pino Garufi (basso, contrabbasso), Stefano Sgro’ (batteria) e Michele Piccione (tamburi a cornice, marranzano). Inoltre, all’album partecipano, sotto forma di featuring, Oriana civile (voce), Nino Milia, (chitarra classica), Calogero Emanuele (mandolino) e Marco Corrao (elettronica).

Una nuova canzone d’autore

«Questo nuovo lavoro – spiega ancora il suo autore – nasce parallelamente all’esigenza di svelare una nuova forma di canzone d’autore che, pur restando fedele alla propria lingua d’origine, la proietta oltre i suoi confini attraverso inflessioni e idiomi plurilinguistici col fine di comunicare sentimenti ancestrali, arcani e attuali allo stesso tempo, con nuovo sapore e sapere aperto a diversi orizzonti musicali e semantici senza rigide coordinate stilistico/formali né cristallizzazioni di carattere storico, geografico, sociale e antropologico. È un lavoro con una forte componente evocativa ed una sottesa pregnanza di immagini che, idealmente, accompagnano le narrazioni contenute nei testi, talvolta scaturiti dalla ricerca delle tradizioni o, altrimenti frutto dell’odierna originalità creativa del cantore». 

Antonio Smiriglia

La musica di Smiriglia è musica di danze e di lotte. Nasce da uno spirito lontano ma è qui che vuole stare, vivere in mezzo alle strade di oggi, insieme alle persone che camminano con gli occhi bassi come automi, con le donne che prendono a lavorare, con i ragazzi che a un muretto anziché raccontarsi tra loro si raccontano su Tik Tok. E con la sua musica rompe queste nuove fragilità, perché la vita vive e va avanti per quanto vogliamo fermarla e inchiodarla a quel passato. Origini sì, ma con gli occhi a un mondo che esiste e che cambia come il vento. 

Nove dipinti sonici

Amanti, santi e naviganti diventa, con i suoi primi album, Venti d’amori, Vieni a cantare e Susiti bedda, la personale di dipinti sonici che da Peter Gabriel al Canzoniere Grecanico Salentino, da Nuova Compagnia di Canto Popolare fino a Eugenio Bennato e Ambrogio Sparagna spogliano di ingombri inutili l’anima e la riconduco a quella purezza originaria e sincera.

Naviganti è l’apertura dell’album. Ha note e melodie arcane. È un libro di racconti di gente che abita il mare per trasferire anime, di ululati e dolci sibili di vento. Controvento è una preghiera rivolta alla natura, alla madre di tutte le cose, alla bellezza di una rosa preziosa che c’è anche quando non la vediamo. Con Terra Smiriglia regala all’ascoltatore un ricco approfondimento della sua terra che è la terra di tutti noi, quella che abbiamo coltivato, che abbiamo anche reso sterile. Amanti è la storia d’amore nutrita da una canto allungato e dolcissimo. In Donna Gintili la voce di Oriana Civile si mescola a quella di Smiriglia, fanno l’amore, si aggiungono e si sottraggono infinite volte. Rosi e Spini è un brano pizzicato che ricorda tutto il sud nella sua musica capitale. Si Li Me Paroli è un tango sinuoso e romantico. Con Ballata di li Santi, Smeriglia torna al ritmo, alla idiosincrasia dei versi, alla frenesia dei tempi. Tempu non è solo la chiusura dell’album, ma soprattutto un invito a non lasciare che tutto passi senza averlo vissuto a pieno.

[Elisa Mauro]

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