Elio e le Storie Tese: un jingle per promuovere l’aderenza terapeutica

È partita la campagna di comunicazione sociale condotta dal Gruppo Servier, una società farmaceutica internazionale indipendente, governata da una fondazione no profit, con sede in Francia a Suresnes, che grazie ad artisti d’eccezione come Elio e le Storie Tese e al jingle intitolato Come un Ritornello cantato e interpretato nel loro modo incredibilmente ironico promuove l’aderenza terapeutica nelle malattie croniche cardiovascolari.

Con la musica e la loro irriverenza Elio e le Storie Tese, da sempre in prima linea nelle testimonianze d’importanza sociale, spiegano che è importante seguire le indicazioni mediche per poter vivere al meglio e per preservare «le corde importanti» della nostra vita.

«L’aderenza dà ritmo a una buona qualità di vita»

«Partecipare a questa campagna è stata una bella esperienza – affermano Elio e le Storie Tese – siamo consapevoli dell’importanza del ruolo che ricopriamo, soprattutto perché la voce di personaggi noti viene più facilmente ascoltata dal pubblico». 

Nonostante sia in calo la mortalità dovuta a queste malattie, grazie alla maggiore prevenzione e a coloro che si attengono alle terapie assegnate, in Europa sono ancora 4 milioni le vittime di malattie cardiovascolari. In Italia solo la metà degli over 65 mette in pratica le indicazioni terapeutiche assegnate dal medico in riferimento alle cure da seguire.

Dimenticanza, complessità della terapia da seguire per persone che in molti casi vivono da sole, effetti collaterali e mancata percezione delle conseguenze di una mancata terapia sono tra le motivazioni che scoraggiano l’utilizzo dell’aderenza al piano terapeutico assegnato. 

Il messaggio della campagna Come un Ritornello è dunque quello di condividere le motivazioni alla base delle scelte terapeutiche del medico e di seguirne le indicazioni, evitando i rischi dell’automedicazione.

«Mettere in musica messaggi importanti e complessi è stata una sfida che ci ha arricchito – continuano Elio e le Storie Tese – e, se aiuterà le persone affette da malattie cardiovascolari a vivere in modo più sereno la propria quotidianità, vorrà dire che avremo ottenuto un grande successo».

«La parola d’ordine per i medici deve essere condivisione. – dichiara il Prof. Giovambattista Desideri, Direttore UOC Geriatria, Lungodegenza Geriatrica e Scuola di Specializzazione in Geriatria Università degli Studi dell’Aquila – Il successo di ogni intervento terapeutico, infatti, presuppone necessariamente il coinvolgimento attivo e collaborativo del paziente che deve essere adeguatamente responsabilizzato nell’attuazione degli interventi terapeutici pianificati a tutela del proprio stato di salute.

Un paziente che conosce i benefici del trattamento sarà più propenso ad aderire con scrupolo alle prescrizioni terapeutiche del medico. Questa “alleanza” medico-paziente è soprattutto importante nella gestione delle malattie croniche, particolarmente diffuse nella popolazione adulta-anziana, perché la frequente coesistenza di più patologie può richiedere a volte trattamenti piuttosto articolati».

La scarsa aderenza determina un’inevitabile inefficacia delle terapie e un aumento della morbilità (la frequenza percentuale di una malattia in una collettività, ndr) e della mortalità. Questo si traduce non solo in un danno per il paziente, ma anche per la società e il Sistema Sanitario Nazionale, chiamati ad assorbire i costi diretti e indiretti generati dagli interventi sanitari e previdenziali necessari per gestire eventi maggiori e disabilità correlate.

La pandemia di Covid-19 ha rappresentato e, in parte, rappresenta ancora, un’ulteriore barriera posta tra medico e paziente. Visite mancate e impossibilità di un confronto in presenza sono un forte ostacolo all’instaurarsi di un rapporto forte e duraturo tra medico e paziente, in particolare per gli over-65, che generalmente hanno meno dimestichezza con gli strumenti digitali.

Uno strumento di sensibilizzazione ironico e musicale, quello scelto dalla casa farmaceutica indipendente francese, che mira a raggiungere l’obiettivo più importante, in uno dei periodi storici più complessi per la fiducia sperimentale e scientifica: creare un rapporto indissolubile di garanzia e credibilità tra il medico e il paziente.

Per approfondimenti: www.alcuoredelladerenza.it

[Redazione]

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