Canzoni di Natale: i più bei brani (che non conosciamo)

Dai più famosi Oh Holy Night e Jingle Bells a quelli meno noti, i canti di Natale sanno accompagnare un mese ricco di frenesia, decorazioni, addobbi, rinfreschi, scambi di regali, caldi abbracci e – si spera – mistiche riflessioni. Eppure oltre i tanti che ci vengono in mente con facilità, esistono canti e ritornelli straordinari che appartengono alle tradizioni più remote e che sanno trasmettere il senso – meglio di altre – di ciò che accade durante la notte più magica dell’anno.

Betlem me’n vull anar, ad esempio, è un brano della tradizione catalana in stile villancico e barocco. Vispo e sincero, il canto è adatto ad ogni età ed è fatto di voci immaginarie, quelle degli animali che accorrono a Betlemme per onorare Gesù, appena nato in una mangiatoia.

Tra gli altri esiste un brano meraviglioso, The Birthday of A King, scritto alla fine dell’Ottocento dal direttore d’orchestra William Harold Neidlinger. Tra le sue interpretazioni più belle vale la pena ricordare quella del tenore James McCracken.

One in Royal David’s City è uno dei rari brani classici che vanta la scrittura di una donna: Cecil Frances Alexander. Era la metà dell’Ottocento e la musica di Henry John Gauntlett fece di questa poesia uno dei più composti e delicati brani dedicati al’Avvento cristiano.

Una canzone davvero suggestiva è Go tell It on the Mountain del genere spiritual. Il canto d’origine africana fu riadattato, secondo la tradizione ufficiale, da uno studente della Fisk University del Tenessee John Wesley Work Jr. a fine Ottocento, e venne utilizzato dagli studenti dell’Università per una raccolta fondi a sostegno degli ex schiavi ormai diventati alunni. Questo brano ha ispirato l’omonimo romanzo di James Arthur Baldwin edito nel 1953 e conosciuto nella nostra lingua con il titolo Gridalo forte.

Primo romanzo dello scrittore-predicatore di New York, Go Tell It on The Mountain è un romanzo autobiografico di formazione in cui convivono temi considerati tabù per l’epoca, come l’ipocrisia della Chiesa cristiana, la violenza subita dal proprio patrigno predicatore contro il perbenismo di cui era attinto il rapporto di quest’uomo con la sua comunità cristiana, il razzismo e, non ultimo, l’omosessualità del protagonista. Non solo difficoltà, Go Tell It on The Mountain, proprio come in quel brano natalizio, serve a percorre un cammino di salvezza e redenzione.

Tra quelli più conosciuti, non tutti sanno che il celebre brano natalizio Amazing Grace, interpretato nella storia più recente da icone di ogni genere musicale, come Ray Charles, Rod Stewart, Aretha Franklin, Johnny Cash e Aerosmith, è un canto scritto nel Settecento da un ex negriero, John Newton, poi convertitosi al cristianesimo, e rappresenta un inno alla gioia, alla pace e alla misericordia.

Questo brano compare anche nel film capolavoro Amazing Grace del 2006 con la regia di Michael Apted in cui si narra la storia di William Wilberforce, politico anglosassone profondamente credente e fautore del movimento contro la tratta degli schiavi tramite il quale fu abita la schiavitù nel 1833. 

Jolly Old St. Nicholas è una canzone molto conosciuta in America molto probabilmente risalente alla metà del XIX secolo ma di cui si ignora l’autore. Il brano è una lettera scritta a Babbo Natale da un bambino che ancora non sa cosa desidera ricevere a differenza dei suoi fratelli. Profonda e riflessiva, la versione di Eddy Arnold è la più amata e conosciuta.

Uno dei più antichi brani natalizi è Angelus ad virginem, scritto in latino tra il XII e il XIV secolo, dedicato all’Annunciazione di Maria da parte dell’Arcangelo Gabriele. Esistono poche versioni registrate di questo brano, ma sono tantissime le esibizioni che lo hanno reso tipico della celebrazione cristiana della notte di Natale.

Dopo Jingle Bells, Silent Night, nota in Italia come Astro del Ciel, è la seconda canzone natalizia più interpretata e cantata al mondo. Tra le più belle versioni di sempre quella di Sinéad O’Connor. Di White Christmas non dimenticheremo mai, invece, quella magnifica di Otis Redding.

Ma esistono anche cantanti e band che rappresentano essi stessi il Natale con l’uscita ogni fine novembre di nuove inedite interpretazioni dei brani più belli e conosciuti di questo periodo. Tra questi ci sono l’irriducibile Michael Bublé, Mariah Carey, Tony Bennet, The Temptations e i giovani Pentatonix che con le loro voci cantano a cappella i capolavori della storia cristiana, laica e gregoriana legata indissolubilmente alla nascita di Gesù Bambino. Questo Dicembre una new entry tra gli artisti che hanno dedicato almeno un album al magico Natale. Con I Dream of Christmas per Blue Note Records, Norah Jones celebra eleganza e preghiera in chiave jazz.

[Redazione]

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