Peanuts: dalle cattedre ambulanti del professor Carver ai geniali fumetti di Charles M. Shultz 

di Elisa Mauro

«Ho fatto il vaccino per la polio e gli orecchioni… e poi … vediamo… cos’ho fatto dopo? Ah, sì, poi ho fatto quello per la scarlattina, la pertosse e il morbillo… poi sono caduto dalle scale!» – Charlie Brown, 1956

Si chiamava George Washington Carver, ma sarà ricordato come The Peanuts man, l’uomo nocciolina. Nato nel 1864 da una famiglia di schiavi fu presto adottato dal suo padrone. Un anno dopo sarebbe stata abolita la schiavitù in tutti i paesi a stelle e strisce e il suo padrone era diverso dagli altri, perché lo avrebbe reso un uomo autonomo garantendogli un percorso di studi. George, crescendo e studiando, divenne un agronomo, così famoso, che anche la Luna ha un cratere dedicato al suo nome. Fervido sostenitore delle teorie sulla sostenibilità ambientale, Carver scoprì che il cotone inaridiva il terreno e si mise a insegnare ai contadini degli Stati del Sud che tra una coltura di cotone e la successiva piantare arachidi avrebbe arricchito il suolo grazie all’azoto che sprigionano durante le fasi di crescita e sviluppo.

George Washington Carver

Non tutti i contadini si lasciavano convincere. Non dimentichiamo che George era afroamericano, il primo studente di colore della storia che frequentò l’Università dell’Iowa. Così per rendersi più autorevole, pubblicò un opuscolo intitolato 300 modi per usare le arachidi, ricco di ricette su biscotti, pane e burro: il sensazionale burro di arachidi, una miscela (impiegata oggi al 94% nelle cucine americane), che sarebbe stata approfondita meglio da John Harvey Kellogg, papà dei cereali. Non solo ricette, ma anche metodi di preparazione per creme per il viso, unguenti, shampoo e tanto altro. 

Cosa sono le arachidi? 

Conosciute impropriamente nel nostro Paese come noccioline americane, le arachidi sono semi altamente proteici che nascono nel sottosuolo dall’Arachis hypogaea, un legume che celebra i suoi natali in Bolivia tra le popolazioni precolombiane. Si ritiene accettabile considerare la scoperta di questa pianta intorno al 200 d.C. Alcuni siti archeologici datati in quel periodo hanno mostrato ritrovamenti di gioielli nelle tombe reali davvero originali a forma di gigantesche arachidi. Quando i conquistatori del vecchio mondo approdarono nel nuovo, non amarono da subito questo seme ma, per non farsi mancare nulla, lo esportarono ugualmente, prima a Macao, in Cina e poi in Indonesia, in Congo, in Africa.

Con le prime deportazioni di schiavi dall’Africa in America, intere famiglie, per sostenersi in termini di energia, mangiavano arachidi durante le lunghe trasferte transoceaniche. Giunti in America, furono loro a piantarli e a svilupparne, anche grazie a The Peanuts Man, le coltivazioni sostenendone la umile preziosità.

Carver si distinse per innumerevoli prodigi su diritti civili, sostenibilità ambientale e nuovi metodi di coltivazione. Era professore, nonché rettore, di una meravigliosa università che aveva fondato con “cattedre ambulanti”. Formava i suoi insegnanti che si spostavano a Sud per le fattorie accompagnate da un carretto trainato da cavallo che conteneva ogni genere di materiale necessario per la dimostrazione pratica. Solo vedendolo con i propri occhi molti contadini bianchi avrebbero preso atto del cambiamento rivoluzionario (su base scientifica) promosso da un uomo di colore. 

Mr Peanut

Da questo la storia degli arachidi è costellata di grandi successi di imprenditoria dal basso. Amedeo Obici, uno dei primi italiani sbarcati in America in cerca di fortuna, cominciò a vendere dal suo carretto ambulante arachidi tostate e salate, uno snack energizzante e molto gustoso. È inutile dire quanto agli americani questo gioco di sapore burroso e salato piacque, tanto che nel 1906 Obici fondò la Planters Nuts e la sua icona Mr Peanut, quella gigantesca arachide con il cilindro in testa, un bastone e un monocolo da taschino che ancora oggi rappresenta molta della vincente pubblicità americana. 

Le arachidi portano fortuna. Lo sanno bene anche i Peanuts, Charlie Brown e i suoi amici, originali fumetti dotati di dolce sarcasmo e ironia, creati di Charles M. Schulz e pubblicati per la prima volta nel 1950 fino al giorno della morte del suo autore (13 febbraio 2000). Letti da milioni di appassionati nel mondo, i Peanuts devono il loro nome, non grazie all’autore che ne fu da subito contrariato, perché si chiamavano così in teatro i posti più economici e accessibili e spesso occupati proprio dai bambini. 

Peanuts, healthy food, self made men, professori, schiavi e nobili precolombiani, ogni racconto che parla di arachidi insegna prima di tutto l’umiltà popolare e la ricercatezza intellettuale di uno dei semi più amati, e mangiati, al mondo. 

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