La lezione francese su pedofili, ministri di Dio e potere terreno

La Commissione Sauvé affidata al vicepresidente del Consiglio di Stato Jean-Marc Sauvé e istituita dalla Chiesa francese per far fronte comune contro le violenze consumate da parte di prelati e ministri di Dio su minori, ha dichiarato che le vittime di abusi e sevizie negli ultimi 70 anni si contano a centinaia di migliaia: 330.000 bambini per l’esattezza, e forse di più. Bambini sottoposti a violenze indiscriminate e inenarrabili che, secondo l’Assemblea riunita a Lourdes pochi giorni fa, e presieduta dal capo dei vescovi, l’arcivescovo di Reims, monsignor Eric de Moulins-Beaufort, sono debitori di un riscatto, non solo morale, attraverso l’istituzione di un Tribunale penale canonico interdiocesano che entrerà a monitorare e a punire questi comportamenti dall’aprile del 2022, ma anche economico. 

I vescovi francesi sono tutti impegnati nell’aumentare il fondo per il risarcimento delle persone vittime di violenza consumata da personale laico e non, operante all’interno della comunità cattolica. Per far fronte a queste spese la Chiesa di Francia venderà i proprio beni immobili senza chiedere alcuna donazione esterna. Ma non basta. A questo si aggiungono, non più giustificazioni e omertà, finora dominanti, ma richieste di perdono e ammissioni di responsabilità.

La Chiesa è prima di tutto responsabile di quanto accaduto, tengono a precisare durante l’Assemblea, e di quanto accade ancora, e finché non ci sarà una punizione esemplare, queste violenze saranno sempre subite da povere vittime che non saranno mai credute fino in fondo e che avranno ormai distrutta la vita. Parole, queste, che non sono mai state pronunciate prima.

Marie Derain de Vaucresson

E non finisce qui. Un’altra decisione della Chiesa francese e dei suoi vescovi riguarda la creazione di un organismo incaricato dei risarcimenti “caso per caso” che sarà presieduto da una giurista, Marie Derain de Vaucresson, già avvocato difensore dei bambini vittime di violenza, a cui sarà affidato il compito di creare una squadra laica che lavori parallelamente a quella interna della Commissione Sauvé.

In tal senso, un vero e proprio capovolgimento, come spiega bene la giornalista Lucetta Scaraffia su La Stampa: «Saranno i laici – quelli a cui finora era stato detto che dovevano solo obbedire e fare poche domande sul funzionamento interno della chiesa – a pilotare questo necessario processo critico: una vera rivoluzione». 

Una rivoluzione che parte dalle voci di milioni di persone al mondo, dalle loro denunce e dalla necessità per tutti, per la Chiesa in primis, di fare chiarezza e di chiedere scusa. In Italia e in Spagna ancora nulla su questo versante, per quanto in questi giorni sono decine gli arresti per reati di pedofilia e per detenzione e spaccio di materiale pedopornografico, in cui è stato coinvolto persino il direttore della Caritas di Benevento Don Nicola De Blasio, ora agli arresti domiciliari. 

Non c’è pensiero più logico, dunque, analisi più corretta di quella fatta da Scaraffia quando scrive: «Se il terreno favorevole all’abuso è costituito dal potere e dal denaro – usato per tacitare le vittime, in genere provenienti da famiglie povere, e che serve a fondare il potere – la disastrosa realtà che si è rivelata impone di rinunciare a entrambi». 

Intanto i francesi chiedono di parlare con il Papa. Il prossimo incontro è previsto il 9 dicembre.

Siamo certi che un cambiamento è in atto, forse non qui, ma Oltralpe sì, e può insegnare anche al resto del mondo che per distruggere questo circolo di sevizie e abusi nei confronti di bambini, che dura ormai da secoli, occorre monitorare, sanzionare, punire, risarcire, sì a tutto questo, ma anche e soprattutto smantellare il potere solido, materiale, inossidabile di cui è composta la Chiesa su questa terra per renderla più vicina, più afferrabile. E finalmente più vicina a Dio. 

[Redazione]

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