Ritratto dei Lavoisier di Jacques-Louis David e la nuova incredibile ricerca del Metropolitan Museum of Art

Indiscutibilmente uno dei più bei dipinti del Settecento è quello di Jacques-Louis David, a capo del movimento neoclassico francese, intitolato il Ritratto di Lavoisier e della moglie. È il 1788, e sono vicini i tempi del Marat assassinato, della Rivoluzione vera e propria, del capovolgimento sociale di una nazione da sempre combattiva e di rado in pace con sé stessa. In questo clima David è già conscio del cambiamento epocale che la Francia si sta preparando a ricevere in piena faccia. 

Il protagonista della sua opera è Antoine Lavoisier, il padre della chimica moderna a cui dobbiamo, insieme a sua moglie Marie-Anne Paulze, chimica e illustratrice, più di qualcosa della ricchezza della nostra storia umana: la legge di conservazione della massa, ad esempio, e la scoperta dell’ossigeno e dell’idrogeno. I loro lavori e le ricerche sono state determinanti al fine di scoprire l’importanza dell’aria nella relazione tra combustione  e respirazione polmonare. Non solo scienziato, Antoine fu anche esattore fiscale nella sua Francia e per questo considerato vicino alla monarchia che da lì a un anno si apprestava a deporre più di qualche testa incoronata. A causa di questa vicinanza, e nonostante i tentativi di David di nascondere quel neo dalla vista dei rivoluzionari, Lavoisier fu accusato di tradimento e ghigliottinato nel 1794. 

È stato scoperto da pochi giorni, grazie a un team di scienziati del Metropolitan Museum of Art di New York, dove vive attualmente la pittura, un secondo disegno nascosto dietro a quello ufficiale dei Lavoisier. Grazie a questi studiosi di cui fa parte anche il ricercatore italiano Federico Carò il ritratto mostra, grazie all’impiego di tecnologie avanzate come la spettroscopia a fluorescenza di raggi X e la spettroscopia Raman, una diversa narrazione, più scomoda, e che legava la coppia indissolubilmente all’Ancien Régime ormai compromesso dalla imminente rivoluzione.

Jacques-Louis David, Antoine Laurent Lavoisier (1743–1794) and Marie-Anne Lavoisier (Marie-Anne Pierrette Paulze, 1758–1836), 1788. Oil on canvas, 259.7 × 194.8 cm

Nel dipinto esposto pubblicamente al Salon nel 1789 in concomitanza coi l’avvento dei primi moti insurrezionali Antoine è seduto a un tavolo nel laboratorio scientifico, accanto a lui, perso in uno sguardo d’amore e ammirazione, sua moglie, in piedi e di fronte una serie di strumenti scientifici che venivano utilizzati per gli stessi esperimenti su ossigeno e idrogeno che hanno rivoluzionato il mondo. A seguito di un recente intervento di conservazione sul dipinto si è notato, grazie alla tecnologia impiegata, che al di sotto dello sfondo pittorico visibile esiste una base completamente diversa che vedrebbe i due scienziati come due nobili, Antonie e Marie, vestiti in abiti più moderni, lei con un cappello a tesa larga e voluminosa, lui con una giacca coi bottoni dorati, e sul banco da lavoro non più strumenti chimici ma documenti e incartamenti che lo classificano come esattore della tasse. La seconda versione e l’ulteriore editing compiuto sul quadro, probabilmente richiesto dallo stesso Antoine come speranza di salvezza, mostrano due coniugi in vesti più umili, da studiosi-lavoratori, immersi solo nella scienza illuminata come avrebbe richiesto la Francia dominante di quell’epoca. 

Ma nascondere sulla stessa tela la sua originaria narrazione non servì a molto, come è stato detto, e da lì a poco Antoine fu impiccato, mentre sua moglie Marie si salvò e vivendo in esilio riuscì anche a ricostruirsi una vita sposando un altro scienziato. Che sia come sia, la storia dell’arte è costellata di misteri che riguardano la società in cui le opere sono nate e da cui sono cresciute. Il capolavoro (duplice) di Jacques-Louis David sui coniugi scienziati Lavoisier è dimostrazione di quanto un genio possa ricreare sulla stessa opera duplici visioni e infiniti punti di vista.

[Redazione]

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