Sting, in The Bridge la rivincita dell’uomo sull’artista

È la rivincita dell’uomo sull’artista. Non un artista qualsiasi, ma Sting, il bassista frontman dei Police e il cantante polistrumentista della sua successiva formazione da solista che gli farà consolidare il successo ormai maturato. Una rivincita che modifica completamente i piani musicali scardinando le regole che lo volevano a tutti costi impantanato su un genere e basta, sulle minime variazioni, sugli stessi andamenti (s)misurati. Tutt’altro.

Sting

Con il nuovo lavoro intitolato The Bridge (A&M, Interscope e Cherrytree Records) in uscita dal 19 novembre Cordon Sumner – è il vero nome di Sting – al suonar dei suoi 70 anni cambia totalmente veste e mostra una parte di sé che ha che fare con l’amore perduto, l’amore ritrovato e con la sua totale privazione tramite la morte. Sono argomenti molto cari all’arte in generale, e non c’è musicista che non ne abbia mai suonato di questo, eppure Sting riesce a cogliere elementi inediti del rapporto tra artista e amore raccontandoci pillole che sanno fischiettare, muoversi, entrarci in testa senza lasciarci più. Un amore, quello contenuto in The Bridge e anticipato dal brano If It’s love, che è ponte tra politiche e culture, tra opinioni e diversità, un ponte fermo e indistruttibile che ci trasforma e ci unisce.

«Queste canzoni sono tra un posto e un altro – spiega Sting – tra uno stato mentale un altro, tra la vita e la morte, tra le relazioni. Tra le pandemie, tra le ere, politicamente, socialmente e psicologicamente, ognuno di noi è bloccato nel mezzo di qualcosa. Abbiamo bisogno di un ponte». Che sia reale o virtuale, abbiamo bisogno oggi più che mai di un contatto che ci renda sicuri e meno vulnerabili e questo è possibile anche tramite la musica di Sting.

The Bridge è stato interamente prodotto dal musicista originario di Wallsend, in Inghilterra, e Martin Kierszenbaum, ad eccezione di Loving You, prodotta insieme a Maya Jane Coles, e uscirà i quattro versioni: sotto forma di CD Standard (10 brani), CD Deluxe (13 brani), Vinile standard black version (10 brani) Vinile white version in esclusiva per il D2C Universal Music (10 brani). L’album è mixato con Tony Lake e Donald Hodgson e masterizzato da Gene Grimaldi. The Brigde vanta inoltre meravigliose collaborazioni: con il chitarrista Dominic Miller, i batteristi Josh Freese e Manu Katché, il sassofono di Branford Marsalis e ai sintetizzatori Fred Renaudin. Le voci che accompagnano quelle del suo protagonista sono di Melissa Musique, Gene Noble, Jo Lawry e Laila Biali.

L’album consta di 10 brani e di tre tracce bonus deluxe, tra cui una meravigliosa versione di (Sittin’ on) The Dock of the Bay di Otis Redding, e rappresenta per noi la rivincita dell’uomo, ossia del pop e della world music, sull’artista, sulla ricercatezza e sulla sua enciclopedia.

Ecco le tracce di The Bridge:

1. Rushing Water

2. If It’s Love

3. The Book of Numbers

4. Loving You

5. Harmony Road

6. For Her Love

7. The Hills on the Border

8. Captain Bateman

9. The Bells of St. Thomas

10. The Bridge

11. Waters of Tyne (Deluxe bonus track)

12. Captain Bateman’s Basement (Deluxe bonus track)

13. (Sittin’ on) The Dock of the Bay (Deluxe bonus track)

https://sting.lnk.to/IfItsLove

[Redazione]

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