La vera storia del re biondo: lo zenzero


È una delle perle in polvere che utilizziamo oggi più frequentemente nelle nostre ricette all’avanguardia o nelle tisane calmieranti e ricostituenti. Anche detto gengiovo o ginger, in Cina riconosciuto come 姜 jiāng, lo zenzero è il re biondo che emoziona i nuovi piatti degli chef più acclamati al mondo. Riconosciuto anche come “farmaco” antibiotico, antinfiammatorio e afrodisiaco, lo zenzero nasce nell’Estremo Oriente più di 5000 anni fa. Fu Alessandro Magno a introdurre questa radice in Occidente, dapprima in Europa attraverso la Grecia.

Antichi greci e romani la apprezzarono moltissimo passando di bocca in bocca di personaggi illustri e celebri studiosi. Per Confucio lo zenzero era in grado di purificare la mente liberandola dai cattivi pensieri. Pitagora la riteneva una sostanza talmente prodigiosa da utilizzarla contro i morsi letali dei serpenti come siero curativo. Si scoprì poco più tardi che lo zenzero era in grado anche di conservare i cibi. Insomma per tutti fu un antidoto contro i mali del mondo, anche favorendo il piacere con il suo effetto afrodisiaco avendo il potere di “scaldare il cuore” grazie a quel gusto piccante che lo contraddistingue.

Magico era spesso il termine che si associava allo zenzero. Un amuleto, da mangiare e lasciare sciogliere o, meglio, masticare lentamente, mentre una preghiera affiorava in mente evocando i poteri di Marte o del Sole e desiderando di realizzare il proprio sogno. Che il desiderio fosse d’amore o di protezione nei confronti di una persona cara o di successo o di salute, dopo aver concluso la meditazione, la radice andava sputata. A quel punto bastava solo guardare ciò che si era realizzato con la masticazione: se nel complesso la radice rosicchiata aveva la parvenza di essere umano allora la profezia o il desiderio poteva dirsi compiuto.

Non solo. Lo zenzero, il suo profumo serviva a cacciare via spiriti ritenuti maligni o ogni sorta di potente maleficio che un individuo immaginava di aver attirato inconsapevolmente a sé.

Ma com’è fatta questa radice portentosa?

Il suo corpo forte e massicciò presenta un rizoma carnoso e ramificato che dà vita a figlioletti minori di colore giallo ocra, quasi marroncino. Dentro il suo colore, oltre la buccia, è invece di giallo vivido.

Ma ancora oggi i poteri magici di questa creatura naturale incantano tutto il mondo e tutto il mondo lo impiega in modo unico, diverso, mai uguale.

Ad esempio, in Cina la bevanda realizzata con polvere allo zenzero, o comunque da esso derivata, è una vera e propria medicina contro il raffreddore. Nella Repubblica Democratica del Congo, lo zenzero è mescolato e lavorato con il succo dell’albero del mango ottenendo il prezioso tangawisi: un farmaco che questo popolo utilizza per allontanare tutti i malanni.

La dolce salabat delle Filippine è preparata con lo zenzero e si impiega per colazione con lo scopo di alleggerire lo stomaco dall’aria e prevenire e curare, secondo la tradizione, reumatismi e artriti. Negli Stati Uniti, ma anche in Italia, lo zenzero è utilizzato per comporre farmaci omeopatici contro la nausea per bambini e donne in dolce attesa.

Non solo da mangiare. In India impacchi allo zenzero si applicano anche sulle tempie per prevenire o curare i mal di testa.

Ma lo zenzero è anche un ingrediente pregiato, e utilissimo, per molti chef che credono fermamente nel suo potere unico e nell’aroma inconfondibile. Lo chef senigalliese Mauro Uliassi (Tre Stelle Michelin) lo utilizza in uno dei suoi piatti principe: “Gambero rosso, cervella di gambero, zenzero, arancia, cannella“, un’esaltazione di sapori e profumi di antica e nuova origine.

Che sia in polvere o in filamenti, che si preferisca masticarla o succhiarla o semplicemente annusarla, la radice di zenzero oltre a essere un elemento ineguagliabile e insostituibile della nostra cucina, quella più esterofila e multietnica, è un alleato prezioso contro i malesseri più generici.

Nel film turco Un tocco di zenzero: «Lo zenzero è delicato e pungente e spinge a guardarsi negli occhi». Che sia vero o no, lo zenzero risulta una delle spezie più apprezzate al mondo, intere popolazioni condividono e tramandano da generazione in generazione le sue incredibili proprietà.

La Regina Elisabetta I nel ‘500 partorì i primi gingerbread men, un cadeau realizzato per i suoi commensali: diplomatici provenienti da tutto il mondo. Fu così che a partire da quella sua generosa e originale proposta, dalle cucine reali i pasticceri si apprestarono a preparare gli omini di pan di zenzero profumatissimi, fatti di melassa scura e polvere di cannella, proprio come arrivano alle nostre tavole. Le sembianze umane, se vicine alla persona che s’intende far innamorare, restano ancora oggi una delle più valide e utilizzate dichiarazioni d’amore.

Il cibo è e rappresenterà sempre un gesto d’amore. Dietro ogni cosa ingerita c’è la scelta ben precisa di una particolare nutrizione, che sia salutare o meno, che sia vegetariana o onnivora, in ogni caso, mangiare è l’ultimo tassello di un’opera molto complessa che va dall’idea di nutrimento alla scelta dei suoi ingredienti fino alla composizione degli stessi. Un percorso che rappresenta la nostra identità, il genere che abbiamo deciso di essere, il modo in cui abbiamo scelto di vivere.

Se abbiamo scelto di vivere arricchendo la nostra nutrizione con lo zenzero, allora possiamo dire di essere davvero fortunati dato il carico di magia e buona ventura che questo re biondo, a differenza di tanti altri, sa donarci.

RICETTA DELLA TRADIZIONE: BISCOTTI PAN DI ZENZERO

360 gr di Farina OO | 75 gr di zucchero semolato | 75 gr di zucchero di canna integrale | 150 gr di burro | 150 gr di melassa scusa | 1 uovo | un pizzico di sale | 1/2 cucchiaino di bicarbonato | 2 cucchiaini di zenzero | 2 cucchiaini di cannella | 1/2 cucchiaino di noce moscata

Per la Ghiaccia reale: 170 gr di zucchero a velo | succo di limone (1 cucchiaino) | 2 albumi | colorante alimentare a piacimento

Amalgamare gli ingredienti e lasciare riposare l’impasto ottenuto per almeno due ore. Trascorso il tempo necessario preparare su un piano infarinato i biscotti con forme a piacere di 5/6 millimetri in altezza. Cuocete in forno a 180°C per 6/7 minuti.

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