22 marzo: Giornata mondiale dell’acqua, cosa c’è ancora da fare

Siccità, carenza di acqua pulita, cinque miliardi di persone a rischio entro il 2050. Non è una premonizione fantasiosa di ciò che potrebbe accadere ma il rapporto dell’ONU dal titolo The State of Climate Services: Water diffuso da fine 2021 e che ha parlato a tutti i paesi del mondo fin troppo chiaro. A causa dei forti cambiamenti climatici in corso e dei rischi legati alle inondazioni e alla siccità, il numero di persone che soffrirà di stress idrico andrà ad aumentare vertiginosamente. 

Aumento della popolazione mondiale e diminuzione drastica della disponibilità materiale di acqua sono cause di un mondo più severo che si affaccia davanti ai nostri occhi. 

Cosa fare allora?

Gestire, monitorare e prevedere gli allarmi può servire a condizionare in positivo il nostro futuro ma il finanziamento globale per il clima si sta rivelando nella sua fattispecie di prevenzione e adeguamento inopportuno al raggiungimento degli obiettivi prefissati. 

«L’aumento delle temperature – ha dichiarato il Segretario Generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale Prof. Petteri Taalas – sta causando cambiamenti delle precipitazioni globali e regionali, portando a cambiamenti nei modelli di precipitazioni e nelle stagioni agricole, con un impatto importante sulla sicurezza alimentare e sulla salute e sul benessere umano».

Gli anni prepandemici hanno visto una continuazione di eventi estremi legati all’acqua. «In tutta l’Asia, – secondo il Professor Petteri Taalas -, le precipitazioni estreme hanno causato enormi inondazioni in Giappone, Cina, Indonesia, Nepal, Pakistan e India. Milioni di persone sono state sfollate e centinaia sono morte. Ma non è solo nei paesi in via di sviluppo che le inondazioni hanno portato a gravi disagi. Le inondazioni catastrofiche in Europa hanno portato a centinaia di morti e danni diffusi». 

La guerra e le materie prime

L’incontrastata escalation degli eventi bellici in Ucraina da parte delle forze russe ha dimostrato quanto le materie prime siano condizionate anche dai rapporti di pace e di stabilità politica. La guerra ha fatto impennare i prezzi delle materie prime. I mercati delle ultime settimane sono sconvolti, e i produttori hanno venduto future per coprire la produzione di metalli, energia, materie prime agricole, attraverso il cosiddetto hedging, o copertura del rischio. Questo ha provocato il collasso attuale dei mercati. Gas, petrolio, oro, ma anche palladio (il 40% della produzione di questo metallo prezioso, utilizzato anche dall’industria automobilistica, proviene dalla Russia), nichel, alluminio, rame, tutte materie indispensabili ancora alla nostra vita, hanno raggiunto prezzi esorbitanti. 

Ma più di ogni cosa è l’acqua il bene che nutre il mondo e una sua imminente mancanza può scatenare scenari davvero catastrofici.   

La carenza idrica, secondo il rapporto, è una delle principali cause di preoccupazione per molti paesi e continenti, come l’Africa. Più di due miliardi di persone vivono in territori dove è negato l’accesso all’acqua potabile. 

Le soluzioni possibili

Secondo il Rapporto delle Nazioni Unite la gestione integrata delle risorse idriche è fondamentale per ottenere maggiore benessere sociale, economico e dunque ambientale in una visione più lungimirante e prospettica. Ma la strada è lunga e tortuosa per il raggiungimento comune di questo obiettivo e ancora 107 paesi risultano fuori dalla carreggiata principale. 

Nel 2020 3.6 miliardi di persone non disponevano di servizi igienico-sanitari sicuri, 2.3 miliardi mancavano di quelli detti di base e oltre 2 miliardi non avevano accesso ad acqua potabile sicura. Inoltre, 75 paesi nel mondo hanno registrato livelli di efficienza idrica inferiori alla media e 10 di questi estremamente bassi per la sopravvivenza umana. 

Secondo la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), acqua e cibo sono due questioni preminenti a livello internazionale e per ogni singolo paese come stabilito dall’accordo di Parigi e i paesi aderenti si impegnano a rafforzare i servizi climatici per l’acqua. 

La Giornata Mondiale dell’acqua

Il 22 marzo 1993 è stata istituita per la prima volta la Giornata mondiale dell’acqua da parte delle Nazioni Unite con lo scopo di incentrare l’attenzione sull’uso e l’abuso che alcuni paesi ne fanno e sulla carenza che altri subiscono. 

L’obiettivo è quello di sensibilizzare il pianeta su 2.2 miliardi di popolazione mondiale che vive senza poter accedere all’acqua dolce sicura. Agire per affrontare la crisi idrica mondiale, è questo un altro obiettivo per il raggiungimento di quello che è definito obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG 6): acqua e servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030

Ma non tutti adoperano e conoscono l’acqua nello stesso modo. Ogni persona culturalmente affine la utilizzerà per determinati scopi, a discapito di altre, diverse convenzioni. Nelle scuole, nei luoghi di lavoro o in famiglia l’acqua può essere sinonimo di igiene, produttività, salute e dignità, ma in ambienti religiosi il suo è un significato simbolico legato ai concetti di creazione, mentre in un luogo naturale e incontaminato l’acqua resta legata al sentimento di pace, libertà e conservazione. 

22 Marzo: Giornata mondiale dell’acqua

In vista del 22 marzo, organizzazioni e cittadini partecipano agli eventi sulla Giornata mondiale dell’acqua insieme alla campagna pubblica lanciata da UN-Water su www.worldwaterday.org e sui social media dedicati. 

In attesa della pubblicazione ufficiale dell’ultimo Rapporto sullo sviluppo dell’acqua mondiale ad opera delle Nazioni unite dedicato quest’anno alle acque sotterranee per rendere visibile l’inviabile, i popoli del mondo e i loro titolari di potere politico s’impegnano a valorizzare l’acqua.

Sviluppo economico e crescita della popolazione hanno reso assetate agricoltura e industria e si richiede sempre più energia ad alta intensità di acqua per poterne soddisfare la domanda. Ma se l’acqua è irregolare, l’inquinamento è assicurato. 

E in Italia? 

La situazione non è – come s’intuisce in estate soprattutto e nel sud – delle migliori. La qualità delle acque risente dell’inquinamento e i Servizi idrici integrati sui territori regionali non sempre sanno soddisfare la richiesta pubblica. Spesso le acque reflue sono immesse nei meccanismi idrici superficiali senza essere trattate e depurate correttamente. Gli impianti di depurazione sono ancora obsoleti e non vengono aggiornati attraverso tecniche più innovative. 

Abbiamo di fronte a noi cinque diverse prospettive da seguire e che ci propone il CNSBIICorpo Civico Nazionale delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani

  1. Valorizzare le fonti d’acqua: risorse idriche naturali ed ecosistemi. Tutta l’acqua è generata dagli ecosistemi. E tutta l’acqua che estraiamo per uso umano alla fine ritorna nell’ambiente, insieme a eventuali contaminanti che abbiamo aggiunto. Il ciclo dell’acqua è il nostro più importante “servizio ecosistemico”. È necessario attribuire un valore maggiore alla protezione dell’ambiente per garantire un approvvigionamento idrico di buona qualità e costruire la resilienza a shock quali inondazioni e siccità.
  2. Valorizzare le infrastrutture idriche di stoccaggio, trattamento e fornitura. L’infrastruttura idrica immagazzina e sposta l’acqua dove è più necessaria e aiuta a pulirla e a restituirla alla natura dopo l’utilizzo umano. Laddove questa infrastruttura si presenta come inadeguata, lo sviluppo sociale ed economico è compromesso e gli ecosistemi in pericolo. 
  3. Valorizzare i servizi idrici: acqua potabile, servizi igienico-sanitari e sanitari. Il ruolo dell’acqua nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle strutture sanitarie è di fondamentale importanza. I servizi WASH – ossia acqua, servizi igienici e igiene – acquisiscono ancora maggiore importanze in tempi come quelli pandemici. I servizi WASH sono spesso sovvenzionati, anche nei paesi ad alto reddito. Tuttavia, sussidi non mirati possono andare a vantaggio delle persone con collegamenti idrici esistenti, piuttosto che migliorare la situazione per le comunità povere e svantaggiate.
  4. Valorizzare l’acqua come input per la produzione e l’attività sociale ed economica: cibo, agricoltura, energia, industria, affari e lavoro. L’agricoltura pone la maggiore domanda di risorse globali di acqua dolce e contribuisce in modo determinante al degrado ambientale. Nonostante sia fondamentale per la sicurezza alimentare, all’acqua nella produzione alimentare viene generalmente attribuito un valore basso se valutata esclusivamente attraverso la lente economica del valore prodotto in relazione all’acqua utilizzata. Molti dei vantaggi più ampi – migliorare la nutrizione, generare reddito adattandosi ai cambiamenti climatici e ridurre la migrazione – spesso non si riflettono nel costo dell’acqua. La cattiva gestione dell’acqua da parte delle aziende può danneggiare gli ecosistemi e la reputazione e influire sulle vendite.
  5. Valorizzare gli aspetti socio-cultuali dell’acqua: attributi ricreativi, culturali e spirituali. L’acqua ci mette in contatto con i nostri simboli e le nostre credenze. L’acqua in un ambiente naturale ci aiuta a percepire la pace e il benessere. L’economia spesso considera l’acqua una risorsa per un uso umano pratico e presta poca o nessuna attenzione al suo valore socio-culturale o ambientale. È necessario comprendere appieno i valori culturali dell’acqua coinvolgendo un gruppo più diversificato di parti interessate nella gestione delle risorse idriche.

L’evento

Martedì 22 marzo 2022 presso Spazio 900 a Roma e ovunque nel mondo in diretta streaming sul sito www.galateaeventi.it/aquae2022/ o tramite la pagine ufficiale di AQUAE! si svolgerà l’evento AQUAE! World Water Day 2022, promosso dall’Università di Roma Foro Italico e dalla Società italiana di Igiene. 

Con il patrocinio di UNESCO Water Program, Istituto Superiore di Sanità, CNR, ISPRA, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, INAIL, Agenzia Spaziale Italiana, FNOMCeO, Enpab, Federterme, Fondazione Ricerca Termale FoRST, Federazione Italiana Nuoto, Comune di Roma, l’iniziativa sarà aperta dal Rettore dell’Ateneo Prof. Attilio Parisi insieme al Prof. Vincenzo Romano Spica, Direttore Scientifico dell’evento, e al Prof. Italo Francesco Angelillo, Presidenza Siti, per continuare in una maratona “no stop”, concepita secondo la formula del talk show interattivo, per tutta la giornata, con illustri ospiti e personalità, artisti e protagonisti legati in maniera diretta o trasversale all’universo “acqua”.

Il messaggio principale che tale manifestazione si prefigge di comunicare è rivolto ai giovani, dando così risposta all’invito annuale di UNESCO a riflettere tutti e sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della tutela e rispetto dell’acqua e sull’importanza dell’uso consapevole e sostenibile di questa risorsa

AQUAE! World Water Day 2022 è un evento realizzato da Galatea Comunicazione grazie al contributo non condizionante di Merck Serono, UnipolSai Assicurazioni, Indexx, come media partners: Elisir Salute, Woman of Change Italia, Gli Argonauti e come partner tecnico: Mokamusic

Sito ufficiale: http://www.galateaeventi.it/aquae2022/

[Redazione]


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