Esdì e i suoi 30 inverni tra superfici metropolitane e profondità oceaniche

«Siamo una generazione che non riesce a trovare un senso alle cose, alla vita. Ma perché trovare un senso?» Esdì, Skit: un senso (30 Inverni)

Trenta inverni sono tanti. Le rivoluzioni si consumano in molto meno ma non sempre generano buoni frutti. Come quelli di una musica che sa raccontare così realisticamente di passaggi obbligati e delle scelte imposte o della vita spicciola e delle sue onde anomale che nascondono invece tutta la verità. Il rapper Esdì, al secolo Enrico Loprevite, con trenta inverni addosso, ci racconta in musica la storia giusta, quella personale, vissuta nelle sue vesti, con l’album intitolato 30 Inverni del producer del Quadraro Basement Whitenoise28.

«Penso che 30 inverni sia l’album migliore tra quelli che ho realizzato, perlomeno il più sincero. – dichiara il rapper – Nel 2019, un po’ per caso un po’ per necessità, ho deciso di allontanarmi da determinati circuiti». 

Esdì è dell’anno 1991. Ottenuto il buon riscontro all’interno della scena hip hop, prima capitolina, poi nazionale, con il supporto della label AiTown, il rapper diventa un punto di riferimento dell’underground più conosciuto e durante il suo percorso artistico, insieme alla sua crew The Movement, composta da altri protagonisti della stessa scena come Santa Sangre, Delado, Luci Soffuse, Libba e Dr Testo, pubblica 4 album. 

30 Inverni è un «testamento», come qualsiasi opera che un artista produce, «un’introspezione continua», il viaggio che dobbiamo compiere prima di dimostrare ogni apparenza, anche prima di un presagio, di quell’idea che abbiamo maturato da un po’ ma che ha bisogno ancora di gestazione. E il mondo fuori spesso non è di supporto in questo stato ricreativo, anzi, è un altro nemico da affrontare, mentre dentro si compie la battaglia più ardua che vede contrapposti gli schieramenti delle nostre due, tre, mille anime. 

«Questo è stato un processo molto sofferto per me, che però mi ha dato la possibilità, stando da solo, di guardarmi allo specchio e di produrre la musica che volevo, che sentivo più mia, senza sentirmi condizionato dall’ambiente o da amici produttori/rapper», ci spiega Enrico

Il nuovo album di Esdì è il risultato di un tempo trascorso in piena pandemia, tra paure e distanze sociali, tra necessità di mostrarsi ancora vivi e connessi tramite social e videochat e tutte le conseguenze che un vivere così, privato di odori, sudori e contatti reali, comporta. Nelle nove tracce di questo lavoro, macchiate di sonorità tribal, jazzy ed elettroniche, sono espresse chiaramente le sintassi di un’umanità inadeguata che ha conquistato quanto più senso comune si immagini, le porte in faccia che riceviamo da chi ci vuole bene e il rapporto, spesso contrastante ed eterodiretto, con chi ci ha messo al mondo. 

«È un disco che neanche volevo fare uscire, – ammette Esdì – me lo sarei tenuto per me, anche perché non ho una fanbase che mi attende; poi Whitenoise mi ha convinto. 30 inverni è stato bello e terapeutico crearlo. Ora che è disponibile in una libreria infinita di musica, spero che qualcuno ci salti dentro e ne condivida il viaggio». È invece meglio che sia uscito un disco così, in grado di sdoganare i sentimenti coriacei che spesso tratteniamo per il costume invalido che ci ha cucito addosso questa società, quanto mai inopportuno per i tempi che stiamo vivendo e per come li stiamo vivendo. Esdì ha compiuto un passo decisivo per la sua carriera con questo lavoro, grazie anche alle collaborazioni di Lebby J. (Santa Sangre) e di Silvia, un lavoro che non nasconde tracce biologiche di dolore, di incertezza e di profondità oceaniche nascoste in ogni anima che ci portiamo dentro.

Tracklist

  1. Intro(spezione)
  2. MoMa
  3. Me
  4. Skit: un senso
  5. Puzzle
  6. Una vita normale Featuring Lebby J. [@lebbyj]
  7. Un ricordo soltanto
  8. Guerra dentro
  9. 30 inverni / titoli di coda Featuring Silvia [@silvie.san]

Producer: Whitenoise28

Mix: Ruggero “Whitenoise28” Misasi presso lo studio Quadraro Basement

Mastering: Ruggero “Whitenoise28” Misasi presso lo studio Quadraro Basement

Etichetta: Indipendente / Artist First A1

Management: Alessandro Muller

Artworks: Bianca Boneschi

Ufficio stampa: Giulia Massarelli 

[Redazione]

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