Studi sull’amore, la nuova raccolta di poesia di Franco Arminio

È uscita una nuova opera di Franco Arminio, edita da Einaudi e intitolata Studi sull’Amore. Poeta e paesologo, come ama definirsi, ma anche scrittore e regista, nasce sessantuno anni fa in un paese dell’Avellinese, Bisaccia, uno dei più antichi borghi d’Italia situato su una collina a quasi novecento metri sopra il livello del mare. Sarà per il clima freddo e secco d’inverno e per la storia millenaria che ha consumato quella terra che l’hanno saputo ispirare, di certo Franco Arminio è riuscito nel corso della sua avventura a garantirsi un posto dove molti altri non sono mai arrivati grazie a quell’amore per il tessuto-luogo che rappresenta da sempre il cardine delle sue ispirazioni e scritture. 

Franco Arminio – Photo by Leonardo Cendamo

Vincitore del Premio Carlo Levi e Volponi con Terracarne, in cui descrive la sua scienza, la paesologia, come «una via di mezzo tra l’etnologia e la poesia», nel suo percorso d’autore, che ha visto decine di migliaia di lettori dedicargli tempo e stima, Arminio dà anima a una disciplina in cui convivono poesia e territori, spesso piccoli, incuneati nell’anima, spesso lasciati abbandonati dalle ore che passano lente a guardarsi gli uni gli altri tra le vie e dalle vite, figlie di lunghe generazioni, che si alternano sempre, più o meno, allo stesso identico modo. La vita in posti così, raccontata e sostenuta da Franco Arminio, si lascia accarezzare dalle piccole e umili meraviglie di cui sono fatti, dai sentimenti con cui siamo nati e che da grandi abbandoniamo per qualcosa di nuovo e più efficiente rispetto ai tempi che viviamo. 

La poesia di confine

La scrittura, per Arminio, sopraggiunge all’immersione del corpo «nella luce di un luogo». Con passi ricorrenti di acqua limpida in cui è possibile vedere anche il proprio riflesso si arriva all’amato Sud, dai paesi dell’Irpinia, fino alle Marche e al Trentino. Nella sua poesia c’è sempre il mondo racchiuso in territori piccoli e custoditi dall’amore. Non c’è mai stata distinzione ma solo congiunzione per uno come lui che ha fatto del suo sguardo un racconto vivido della vita di oggi di paese e di confine: dai bar ai cimiteri, dalle strade complanari alle piazze, la modernità nelle sue opere sa essere insieme sfinimento e occasione. Paesi che diventano giganti o invisibili proprio come individui di questa società a cui assegnare distintamente e, alle volte anche ingiustamente, credibilità e rispetto in base alle occasioni. 

De amore

In questa nuova opera dello scrittore paesologo c’è un protagonista che fino a questo momento era scenografia dei luoghi e contraltare di molta di quella poetica: l’amore. In Studi sull’amore, il personaggio principale nega la morte e la morte, a sua ragione, si dà rivalsa su un corpo terrorizzato dallo scadere del tempo e – quasi sempre contemporaneamente – sopraffatto dalla passione carnale. Ma non solo, perché – per chi le sa cogliere – l’amore è fatto di facce mutanti, si declina con l’elemento amato e lo fa vibrare. Arminio in Studi sull’Amore dedica versi agli incontri erotici che conducono fino a Dio contestando la fine di ogni cosa, la morte, e facendosela, allo stesso tempo, amica e confidente.

In questo ultimo lavoro Franco Arminio dedica anche prose e racconti ad amori esistiti e desiderati ma mancati di altri potenti scrittori e poeti, come Franz Kafka «tormentato dal desiderio sessuale», o Pier Paolo Pasolini, la scrittrice statunitense Susan Sontag, autrice del capolavoro L’amante del vulcano e innamoratasi dopo otto anni di matrimonio della fotografa Annie Leibovitz con la quale visse fino alla fine dei suoi giorni, o la storia della poetessa Amelia Rosselli, innamorata della musica, dell’amore per la sua stessa vita, un amore così grande da togliersela. 

Franz Kafka e Milena Jesenskà, il loro fu un amore tormentato

L’amore è un velo

«L’amore è la continua ricerca verso l’infinito» ci spiega il poeta e come ricerca umana si alimenta anche di inconscio e di casualità. L’amore è uno velo di tulle, seta e organza che racchiude non solo il senso della vita ma soprattutto quello della non-morte. È questo che lascia addosso il nuovo lavoro di Arminio, la consapevolezza di essere migliori di ciò che siamo nutrendo il nostro amore per un cane, un amante, un figlio, un luogo, un ricordo, voluto, avuto o, in molti casi, anche negato. 

[Redazione]

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