È anche grazie a un’etichetta come la NOS Records se oggi siamo messi nella condizione di ascoltare buona musica.
Viviamo tempi complessi per l’arte delle Muse (dal greco antico musica è μουσική, mousikḗ), in cui appassionati come noi trovano che le radici siano estirpate e le dimensioni che prevalentemente la tenevano in vita vengano alle volte depredate, come nel caso dell’armonia in certa trap, altre narcotizzate, come in tutto il resto della musica contemporanea.
Ma esistono luoghi in cui ancora valgono i valori. In cui la musica segna traiettorie senza essere spot, solo effimero intervallo. E in un posto così nasce anche il primo LP di IUCCA, al secolo Dino Semeraro, intitolato Amore senza fretta (mix e mastering di Chidro Studio di Manduria), uscito il 7 giugno con distribuzione Believe Music e accompagno da illustrazioni inedite di Luciano Marchetti.

Otto brani vaganti tra sonorità pop e qualità romantica battezzano la carriera da chansonnier dell’ex fondatore dei Leitmotiv, la rock band tarantina che ha saputo incanalarsi tra gli snodi musicali dei primi anni 2000 per fare della musica un linguaggio erudito, istrionico e molto apprezzato.
IUCCA, nome ripreso da quello di una pianta ornamentale particolarmente bella e resistente, con il suo Amore senza tempo ci racconta storie incastrate tra i luoghi del cuore, quelli dei sogni e della mente in scambi perpetui e movimenti morbidi.

Dalla storia di Lara, «lei che fu cresciuta dalle suore», alla luminosa Cinematografo 2000 per passare da brani come Cuore vivo fatto d’ironia sprezzante e di sonorità esotiche a Librari, un brano-porta che ci conduce nell’oltrepensiero, l’intero album è un mix del buon cantautorato made in Italy. Con le sue estensioni elettriche e i movimenti sonici potremmo definirlo una delle più riuscite sperimentazioni musicali contemporanee.
«Io racconto delle storie. – spiega IUCCA – Storie d’amore. Storie di uomini emarginati, storie di cortigiane che amano senza fretta, storie di uomini che scappano dalla propria Terra, lasciando un amore o magari cercandolo. Una Terra che non è contenta, che si ribella. Una Terra che abbraccia il mare, che ama e odia un essere umano che non la rispetta più».
Un lavoro che ricompone alcuni capolavori della discografia italiana firmati da Alberto Fortis, Rino Gaetano, Ivan Graziani e da chi ha saputo, come loro nel resto del mondo, raccontare storie che sembravano appartenere a nessuno e invece appartengono a ciascuno di noi.