Tipografia Sonora: L’elettronica che riscrive Giacomelli

C’è un legame sottile ma potente tra suono e immagine, tra le ombre di una fotografia e le vibrazioni di un sintetizzatore. Il debutto omonimo di Tipografia Sonora, in uscita il 24 gennaio 2025 per 51beats Label, esplora questo territorio di confine, trasformando in musica la poetica visiva di Mario Giacomelli. Il trio marchigiano – Michele Duscio (elettronica), Leonardo Francesconi (pianoforte) e Francesco Savoretti (percussioni) – dà vita a un’opera che è allo stesso tempo omaggio, reinterpretazione e riscrittura sonora di un immaginario profondo, radicato nel territorio e proiettato verso nuove possibilità espressive.

L’album nasce da due poli opposti e complementari: la memoria e la sperimentazione. Da un lato, la ricerca sulle sonorità delle tradizioni popolari italiane e mediterranee, condotta da Savoretti, e il legame personale di Duscio con la figura di Giacomelli, che da bambino respirava l’atmosfera della sua Tipografia Marchigiana. Dall’altro, un impianto musicale che si nutre di elettronica generativa, improvvisazione e stratificazioni sonore, in un dialogo che richiama artisti come Floating Points, Plaid, Chilly Gonzales e Lambert.

L’ascolto è un’esperienza immersiva: si attraversano paesaggi sonori rarefatti, si incontrano echi lontani, si sfiorano suoni concreti e digitali che si intrecciano come esposizioni multiple su un negativo. “Rami spogli” apre il viaggio con un gelido respiro sintetico, mentre “Interiorità” incarna la voce stessa di Giacomelli, trasformando le sue parole in una narrazione sonora. “Testa tra le nuvole” trasporta verso l’orizzonte marino, tra riverberi e conchiglie, mentre “Grano” è un crescendo dinamico che sembra muoversi come un campo di spighe agitate dal vento.

La seconda parte dell’album si fa ancora più evocativa: “Spazio, tempo, luce” traduce in suoni gli elementi chiave della fotografia di Giacomelli, con percussioni ossessive e texture elettroniche in espansione. “Ombre e clangori” e “Contrasto” giocano sulle tensioni tra staticità e movimento, tra luce e buio, in un’alternanza di pieni e vuoti che richiama il bianco e nero estremo delle sue immagini. Il viaggio si chiude con “Viale alberato”, in cui le percussioni assumono un carattere materico, come se il legno degli strumenti e quello degli alberi diventassero un’unica sostanza sonora.

Più che una semplice trasposizione musicale delle fotografie, Tipografia Sonora è un’opera che traduce, interpreta e reimmagina. Un progetto che non si limita a sonorizzare immagini, ma che raccoglie e rilancia un’eredità artistica, restituendola in una forma nuova, fluida, capace di muoversi tra passato e futuro con la stessa sensibilità con cui Giacomelli catturava il tempo sulla pellicola.

Più di una semplice reinterpretazione, Tipografia Sonora è un’opera che trasforma ogni suono in un’emozione, invitando l’ascoltatore a riflettere sulla potenza dell’immagine e sulla profondità del suono.


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