Ncopp’ a ‘sta Terra: il nuovo viaggio sonoro di Cerone tra jazz, poesia e Napoli

Napoli non si racconta mai nello stesso modo. Cambiano le voci, i suoni, i punti di vista, ma resta intatta quella magia che la rende inesauribile. Con Ncopp’ a ‘sta Terra, il nuovo album di Cerone (alias del trombettista e compositore Ciro Riccardi), la città si trasforma in melodia, respiro, memoria collettiva. Il disco, in uscita il 7 marzo per Phonotype Records, è un mosaico di jazz, soul, black music e incursioni elettroniche, che per la prima volta vede Riccardi misurarsi con la forma-canzone. Un territorio nuovo, affrontato con il sostegno di una squadra di musicisti e voci d’eccezione.

Un progetto ambizioso che nasce da un bisogno intimo e viscerale: restituire Napoli attraverso la musica e la parola. «Da tempo pensavo di realizzare un viaggio sonoro nel cuore della città – racconta Cerone – e ho capito che mi servivano le parole per catturare le sue molteplici sfumature, magiche e tragiche allo stesso tempo». Ecco allora un album che non si limita a omaggiare Napoli, ma la incarna: il titolo stesso, Ncopp’ a ‘sta Terra, è tratto da una poesia di Eduardo De Filippo, il cui testo rivive nel primo singolo (già disponibile dal 28 febbraio) grazie alla voce intensa di Raiz, presente anche nel brano Stanotte.

L’album si arricchisce di collaborazioni preziose: Peppe Servillo firma Cinema Pierrot (interpretato da Irene Scarpato), Libera Velo scrive e canta Arrassusia, Marcello Squillante è la voce di Si ‘o munn adda’ fernì, mentre Fabiana Martone regala il suo timbro a Vicino a te (Ninna nanna segreta). A dare coesione a questo viaggio sonoro, la produzione artistica di Pietro Santangelo e Gaetano Savio.

nella foto il musicista e compositore Ciro Riccardi

Cerone, con questo disco, apre un nuovo capitolo della sua carriera: se nei lavori precedenti – da Racconti di vinile (2016) fino a Napoli Underground (2022) – ha esplorato il rapporto tra jazz, world music ed elettronica, ora la sua ricerca trova una nuova dimensione nella canzone. Il risultato è un album che suona come un manifesto d’amore e appartenenza, un racconto collettivo che intreccia storie e suoni, dando a Napoli una voce nuova eppure profondamente radicata nella sua infinita tradizione.

Il disco verrà presentato dal vivo il 7 marzo all’Auditorium Novecento di Napoli, luogo simbolico e perfetto per accogliere un lavoro che della città vuole essere eco e battito. Perché Napoli non si racconta mai nello stesso modo, ma certe volte sa farsi sentire più forte.


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