C’è un momento, nella carriera di ogni artista, in cui il percorso collettivo si fa stretto, i suoni e le parole chiedono spazio, e nasce la necessità di raccontare qualcosa di più personale, profondo, intimo. Per Alessandro Palazzo, storico fondatore e voce dei Klaudia Call, quel momento è arrivato. Dopo oltre vent’anni di militanza nella rock band che ha segnato la scena alternative brindisina, Palazzo ha intrapreso parallelamente il suo viaggio solista con il singolo “Osso”, disponibile già dal 27 dicembre su Spotify e su tutte le piattaforme digitali per NOS Records, distribuito da Believe Music.

Un passo significativo, che si affianca al ritorno dei Klaudia Call con il recente LP Fine del giorno (uscito a maggio 2024), ma che si distacca per sonorità e tematiche. “Osso” è il primo estratto da Provincialotto, il suo album d’esordio da solista, un lavoro che racconta la storia di chi vive ai margini, di chi si trova in fuga, di chi sente il peso di un mondo che non offre alcuna opportunità di riscatto. Con uno sguardo crudo e poetico sulla vita degli esclusi, il disco esplora le esistenze degli ultimi, degli immigrati, degli introversi, dipingendo ritratti quanto mai reali, ma che al contempo rivelano una profonda compassione.
“Osso” si inserisce in questo contesto come una ballata d’autore intrisa di una malinconia romantica e crepuscolare. Il brano, come sostiene il suo autore, si rifà alla celebre canzone dei The The, “Love is stronger than death“, una riflessione sulla forza dell’amore che sopravvive anche alla morte, una metafora potentissima che nella canzone di Palazzo assume una forma inquieta: «Si può morire anche in un pomeriggio di sole e continuare ad amare la vita, nonostante tutto». Un manifesto evocativo, diretto, che lascia spazio a un’emozione tanto intensa quanto imperfetta, come la vita stessa.

La produzione del videoclip ufficiale di “Osso“, volutamente lo-fi, accompagna l’ascoltatore in un’esperienza visiva che rispecchia perfettamente l’essenza del brano: un viaggio nell’universo artistico di Alessandro Palazzo, un mondo che non teme di esporsi in tutta la sua vulnerabilità, ma che allo stesso tempo riflette la forza di un’anima che cerca il riscatto, anche quando tutto sembra perduto.
Con Provincialotto, Palazzo presenta un percorso emozionale, un’esplorazione della condizione umana nelle sue sfumature meno splendenti. In questo esordio solista si fonde la ricerca di un’introspezione profonda con la voglia di raccontare una verità scomoda, quella che molti preferiscono ignorare.

L’artista pugliese, con “Osso”, si conferma uno degli interpreti più sensibili e acuti della scena alternativa italiana, pronto a portare il suo messaggio di resistenza e speranza nei cuori di chi sa riconoscere la bellezza nascosta nelle pieghe più opache dell’esistenza. Un inizio solista che promette di essere solo la partenza di un viaggio destinato a spostare il baricentro di tante delle nostre anime.