Nella quiete del bosco di Ronco, dove i larici si stagliano fieri verso il cielo, è cominciata a febbraio di quest’anno una danza funesta. Il frastuono delle motoseghe ha infranto il silenzio dell’alba, e gli alberi, maestosi custodi di segreti millenari, hanno cominciato a cedere al colpo crudele dell’uomo. È l’inizio di una storia fatta di sacrificio e di protesta, che ha sconvolto la placida Cortina d’Ampezzo.
L’impresa LGB Forestal Service, capeggiata da Luca Ghedina Broco, figlio della terra e fratello del leggendario campione di sci Kristian Ghedina, ha gettato le sue radici tra i larici secolari. Ma le sue lame affilate non conoscono compassione, e hanno affondato nel cuore verde della foresta, spianando la strada per la costruzione della nuova pista da bob “Eugenio Monti”.
Il destino del bosco ha diviso la comunità, come un fiume che si biforca tra due rive opposte. Mentre alcuni vedono nella pista da bob un raggio di speranza per un futuro prospero, altri contemplano con sgomento il sacrificio di una parte irripetibile del loro patrimonio naturale.
Il fragore delle motoseghe ha risvegliato gli abitanti, che si sono affacciati alle finestre con il cuore stretto da un presentimento di perdita. E tra loro, come fantasmi erranti tra i larici, si sono uniti gli ambientalisti, venuti da lontano per testimoniare il dolore della terra ferita.
Oggi, il bosco di Ronco non accoglie soltanto il taglio degli alberi. Gli abitanti si trovano di fronte a un’immagine desolata: un’area recintata, un cantiere abbandonato, e un’opera destinata a rimanere incompiuta nel flusso implacabile del tempo.
La lotta per la difesa del bosco è una melodia che si diffonde tra i monti, portata dal vento che sussurra tra le foglie e dalle voci coraggiose di chi si oppone al sacrificio della natura sull’altare dell’ambizione umana.
Nel cuore di Cortina, tra i larici che si ergono fieri, si combatte una battaglia per il futuro, dove ogni albero abbattuto è un grido di protesta e ogni lacrima della terra è un richiamo alla coscienza dell’uomo.
Marco Cimbali, il nostro illustratore, ha voluto rappresentare meravigliosamente questa dolorosa protesta con la nuova inedita grafica per L’auditoriu.