Il bisonte possiede una mole imponente, la pelliccia spessa e un caratteristico muso largo e pendente. Si sposta in branco guidato da un maschio dominante che è in grado di spingere il resto del gruppo all’estremo dei pericoli. E convince senza parole. Un animale di questo genere ha ispirato il cantautore Vittorio Nacci alla scrittura del suo primo singolo.
«Tempo fa – spiega il musicista pugliese che dal 2006 fa parte della prestigiosa scuola per Autori di Mogol – mi è capitato di guardare un documentario nel quale si mostrava una mandria di bisonti che, seguendo senza senso apparente il bisonte capo attaccato da un predatore, come in uno stormo in formazione, finiva per intero nel dirupo di un canyon. La drammaticità di quel tuffo collettivo e la sua devozione totalizzante mi sconvolgono ancora oggi. Ho poi approfondito la lettura di un saggio sui bisonti americani. Questi animali sono capaci di grandi solitudini e al contempo di un acuto senso della protezione. Non importa a quale costo».
Il brano, anticipando il prossimo album dell’artista nato a Monopoli nel 1985, offre un viaggio sonoro che unisce il cantautorato italiano a sonorità alternative d’oltreoceano, creando un’atmosfera malinconica e contemplativa. Solitaria verrebbe da dire. Attraverso linee di chitarra delicate e un lirismo che tocca le corde più intime dell’essere umano, Nacci cattura l’attenzione e l’emozione dell’ascoltatore fin dalle prime note.
Ma “Il Bisonte“, prodotto da Nos Records e distribuito da Believe, non è solo musica. Il videoclip ufficiale del brano, diretto con maestria da Antonio Stea, aggiunge un nuovo strato di profondità e significato alla narrazione voluta dall’autore. Immerso nella suggestiva cornice di un bosco incantato, il videoclip, presto online, ci trasporta in un viaggio attraverso i misteri dell’animo umano. Attraverso il simbolismo del fuoco e delle ombre che danzano tra gli alberi, il protagonista del video trova rifugio e consapevolezza della propria solitudine interiore.

La potenza della voce umana, sia essa espressa attraverso la musica o la narrazione visiva, risiede nella sua capacità di toccare le corde più profonde dell’anima umana. “Il Bisonte” invita l’ascoltatore a esplorare i confini della propria interiorità, a perdersi nei boschi dell’introspezione e a ritrovare la propria essenza. È un viaggio di autoscoperta che ci ricorda l’importanza di abbracciare la solitudine e di trovare la forza interiore necessaria per affrontare le sfide della vita.
L’uscita del singolo su tutte le piattaforme digitali segna l’inizio di un nuovo capitolo nell’avventura musicale e autoriale di Vittorio Nacci che insieme al suo gruppo iohosemprevoglia ha partecipato al 62° Festival di Sanremo, ottenendo il secondo posto nella categoria Giovani con il brano “Incredibile”. Con la sua voce e la sua musica, Nacci ci invita a esplorare i confini della nostra umanità e a trovare conforto nelle profondità della nostra anima.
Oggi il bisonte, anche per questo lavoro, è ancor più simbolo di forza, resistenza e conservazione della natura selvaggia in qualche prateria dell’America del Nord o, più insolitamente, in ognuno di noi.