Fundraising e cultura: quando a vincere siamo tutti

Pur essendo riconosciuta in tutto il mondo come la prima potenza culturale, l’Italia di oggi perde ogni giorno svariate opportunità di vivere e sostentare tanti lavoratori attraverso la cultura. Più fundraising Più cultura è il nuovo compendio a cura di Massimo Coen Cagli e Niccolò Contrino che vanta  i contributi dei più importanti esponenti del settore culturale in Italia, edito da All Around. Si tratta di atti e contributi relativi all’evento nella sua seconda edizione +Fundraising +Cultura tenutosi a Roma presso la Fondazione Marco Besso e patrocinato dal Ministero della Cultura

Con il sottotitolo emblematico «Il fundraising come risposta immunitaria per affrontare le nuove sfide del settore culturale» gli autori si si riferiscono al potere difensivo e, in molti casi, curativo della cultura e dei suoi migliori alleati. 

Dopo un periodo di devastazione, a causa della pandemia da Covid-19, e nella nuova fase di ristrutturazione sociale appena avviata, a risentirsi in Italia sono stati prevalentemente gli àmbiti destinati alla produzione, alla promozione e alla divulgazione dell’arte e della cultura. Ancora oggi, con le bombe che esplodono a qualche centinaia di chilometro da noi, siamo insicuri, abbiamo bisogno più che mai di certezze e tutto intorno sembra spianato per un futuro grigio e senza speranza.

Ma se c’è una cosa che sappiamo fare bene, anche in periodi come questo, è risollevarci dalla cadute, accendere il lume della creatività per nascondere il buio, e per fare tutto questo occorrono strumenti che, se impiegati con tecnica e conoscenza, possono condurci allo sperato mondo che riteniamo da sempre migliore di questo. 

Cos’è il fundraising

Una raccolta fondi, o fundraising, è l’insieme delle attività svolte da professionisti incaricati per raccogliere i fondi da destinare a progetti specifici o a enti o a organizzazioni no profit. Questo genere di donazioni avviene per mezzo di strategie di comunicazione e di marketing specifiche con addetti del settore impegnati nel promuovere i progetti della propria associazione. Storicamente gli Stati Uniti sono da sempre il bacino più capiente di questa forma di filantropia, come è definito più recentemente il fundraising, e i cittadini americani raccolgono fondi per importanti esibizioni, biblioteche, musei, poli, mostre, spettacoli, programmi, film, serie, libri, videoclip musicali e opere culturali di vario genere.

Torniamo alle origini

I due autori nel loro intervento pubblico ci spiegano che il fundraising ha tradizioni lontane. La cultura italiana nasce grazie all’investimento che ne fa la sua comunità. Molto del nostro patrimonio è stato sovvenzionato, aiutato dai comuni cittadini. A Mazara del Vallo, ad esempio, il Teatro del Popolo, dedicato successivamente a Garibaldi, presenta i suoi arredi fatti del legno proveniente dalle barche donato dai pescatori, come il Centro Culturale Multiplo di Cavriago creato con l’aiuto di 5 imprenditori. 

Teatro Garibaldi, Mazara del Vallo

In questo momento è impensabile, quanto meno poco rispettoso, chiedere aiuto ai cittadini già enormemente vessati dalle nuove vicissitudini mondiali, tra pandemie, chiusure di ogni genere e rincaro dei prezzi in tempo bellico, eppure esistono svariati modi per raccogliere fondi attraverso la promozione di progetti validi che possano creare lavoro, avvantaggiare economicamente un territorio, aumentarne il turismo e la diffusione pubblica. Per questo fundraising, spiegano gli autori, non significa solo raccogliere fondi ma creare dimensioni partecipate di responsabilità comune nella gestione della cosa pubblica culturale.

Donare oggi significa entrare in una giungla di atti e procedimenti vessatori, tra procedimenti d’autorizzazione e d’identificazione, quali SPID, PagoPa e piattaforme che scoraggiano ogni forma di generosità e comportamento filantropico. Non occorre essere grandi mecenati per sostenere biblioteche, musei e altri luoghi di fruizione della cultura, è fondamentale a sostegno di molto la microdonazione, fatta di due, tre, cinque euro, che offre comunque importanti impulsi a nuovi progetti e smuove meccanismi inediti di collaborazione fra professionisti. 

In Italia abbiamo «non meno di 120.000 organizzazione operanti nel campo culturale (5000 musei, 1.500 teatri, 7.500 biblioteche e non men di 100.000 tra associazioni culturali di vario genere e le tante iniziative culturali promosse o sostenute da enti locali, come festival ed eventi culturali). Solo una percentuale minima di queste realtà ha almeno una persona che, seppur a tempo parziale, si occupa di raccolta fondi». 

Una recente indagine curata e promossa dalla Fondazione Scuola dei beni e della attività culturali chiarifica che solo il 10% delle istituzioni culturali ha impiegato al suo interno un professionista che si occupa attivamente di fundraising, anche se in molti casi senza le dovute competenze.

Obiettivi

Ma qual è principalmente l’obiettivo di questo evento +Fundraising +Cultura e della sua trasposizione in libro? Di certo creare nuove linee di policy, e cioè tutte quelle azioni che si rivolgono alle donazioni volontarie e che trasferiscono risorse importanti a un settore che gode di buona vitalità e che smuove pubblicità e pubblici da tutto il mondo. 

Spiega infatti Niccolò Contrino un paradosso che potremmo definire apparente: «la raccolta fondi sale quando l’andamento economico è più fragile, o quanto meno regge, o scende meno che proporzionalmente ad altri settori o ai consumi mentre c’è un ciclo economico difficoltoso». 

I protagonisti

Ellena Fotinatos è direttrice del King Baudouin Foundation United States, una public charity che si propone di favorire negli Stati Uniti donazioni per le organizzazioni culturali europee e africane. Promuovere la cultura estera per incentivare le risorse e metterle a sua disposizione è il cuore della sua attività sempre più produttiva.

Ellena Fotinatos © LinkedIn

Fondatrice di Rete del Dono, Valeria Vitali nel suo intervento fa luce invece sugli aspetti strategici del fundraising nella trasmissione di conoscenza tra diversi soggetti istituzionali e non. Come spiega lei stessa: «Lo strumento del crowdfunding per la cultura, basandosi soprattutto sulla costruzione e l’attivazione di una comunità attorno a progetti e cause di impatto sociale, favorisce lo spirito di cittadinanza attiva anche in ambito culturale, dal patrimonio artistico ai beni comuni ai progetti culturali tout court». 

Metadonors è una società che si occupa di tecnologie e supporto per la raccolta fondi per individui e aziende e s’impegna di sostenere annualmente molte organizzazioni. Daniele Cirio, fondatore di Metadonors, spiega che la sfida del fundraising è la sfida di tutti e che ha carattere di urgenza «perché lo scenario che abbiamo davanti è comunque denso di criticità». 

Nel suo interessante contributo Umberto Croppi, direttore generale di Federculture, dichiara: «Il fundraising non è solo un’azione puntuale di raccolta i soldi ma è un mix complesso di attività che riguardano anche i fondi pubblici, la partecipazione a bandi, il marketing, la comunicazione e anche la gestione contabile a amministrativa, e dentro questo mix ci sono forme specifiche come le sponsorizzazioni o quelle che con una accezione un pò ambigua chiamiamo mecenatismo».

Umberto Croppi, © LinkedIn

Dunque un universo che convive con le sue professioni, conoscenze e applicazioni più svariate. Il marketing e la comunicazione, ad esempio, rappresentano il motore principale in grado di rendere fortemente desiderabile la fruizione dei propri contenuti culturali e attraverso strategie efficaci di potenziare ogni messaggio diretto dall’ente o dall’organizzazione e che intende far recapitare direttamente al suo pubblico, ai suoi fruitori, ai suoi canali di intermediazione. 

La forza di queste spinte che partono dal basso ma che evolvono specie, apparentemente complesse e già evolute, servono a comprendere l’importanza del sentire comune in riferimento alla cultura. Stralci e pezzi di conoscenza che appartengo sì a un popolo, a un territorio, a un tempo ben definiti, ma che a loto volta appartengono al mondo e alle generazioni future. 

[Redazione]


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